MELANCHOLIA 1 – ITALIA 0
I Melancholia ce l'hanno fatta.
Nonostante conoscano benissimo i metodi poco ortodossi e non sempre corretti dei talent show, hanno scelto comunque di provare questa nuova avventura per portarsi dietro un bagaglio di esperienza non indifferente e soprattutto per arrivare al grande pubblico, perché ahimè purtroppo uscire e farsi conoscere con questo tipo di musica in Italia, è praticamente impossibile. Come già dichiarato più volte dalla band, hanno provato praticamente di tutto per farsi strada con questo validissimo progetto, ma siccome nella maggior parte delle volte invano, nonostante ricordiamo la vittoria all'Emergenza Festival 2018, hanno alla fine optato, non vedendo tante alternative, per prendere questa strada dei talent, che sarà solo di passaggio ovviamente.
L'uscita di questo EP o disco, chiamatelo come volete, è stata la cosa più inaspettata ma allo stesso tempo desiderata e voluta da tutti. Sicuramente la loro eliminazione molto anticipata da Xfactor ha permesso tutto ciò, altrimenti ancora stavamo ascoltando l'ennesima cover dei Nostri. Infatti, Diego Radicati, il loro producer nonché quarto membro alla regia, ci aveva anticipato che avrebbero accelerato i tempi , ma nessuno avrebbe mai pensato che a giusto una settimana dalla loro uscita avremmo avuto tra le mani questo EP.
Inutile dire che dopo aver esaurito a suon di ascolti i due "singoloni" che ci hanno fatto sognare ed innamorare di questa band, “Léon” e “Alone”, avevo, avevamo bisogno di un cd.
E l'uscita così precoce e inaspettata di quest'ultimo è la cosa migliore di questo dimenticabile e tormentato 2020 senza ombra di dubbio.
“What Are You Afraid Of?” è il racconto di Benedetta, Fabio e Filippo, che con 9 personalissime tracce mettono a nudo le loro paure più personali e cosa li affligge maggiormente. Un modo ancor più completo e approfondito per conoscere più da vicino i tre giovani ragazzi di Foligno, che ci portano nel loro fantastico mondo grazie alla musica, che è la cosa che sanno fare meglio e che li fa esprimere nella maniera più esaustiva.

Se pensate che il cd si regga e che stia in piedi solo grazie ai già citati singoloni “Léon” e “Alone”, vi dovete ricredere fin da subito. Le influenze in questo disco sono veramente molteplici, l'esplorazione della musica a 360° da parte del trio folignate, lascia esterrefatti perché in pochi oggigiorno hanno la possibilità ma soprattutto la capacità di esordire con un cd così vario e compatto. Vanno dal rap al reggae, passando per rock e pop, senza mai snaturarsi o evidenziare questi cambi di generi; perché i Nostri sanno quello che fanno ed hanno lavorato a lungo (circa 5 anni) ed in maniera chirurgica prima di rilasciare al grande pubblico questo piccolo capolavoro. L'anima rap di Benedetta e dei Melancholia non è una novità e non vi deve stupire, del resto si sono presentati al famoso talent con “Look At Me” di XXXTentacion come prima cover ufficiale alle audition; per cui queste influenze non devono farvi storcere il naso e non devono essere una sorpresa se siete quelli che dicono “volevo un cd più rock”.
Ce n'è per tutti i gusti in questo “What Are You Afraid Of?”; tolti i due singoloni che non vi sto neanche più a citare perché oramai li conoscete tutti a memoria, abbiamo “CELLAR DOOR”, prima vera traccia inedita presente nel cd.
Il brano è enigmatico con Benedetta che comincia a spaziare tra le sue doti canore donandoci già un assaggio della sua personalissima parte rap più aggressiva. Il ritornello è prettamente pop contornato da questi synth anni 80' che la fanno prevalere ed esaltare: praticamente quasi qualsiasi altro artista avrebbe richiesto un featuring per eseguire un brano del genere, Benedetta invece vocalmente regge il tutto in maniera maestosa e senza i minimi indugi.
Il terzo brano è “RANT” e qui si mantiene sempre il filone del brano precedente, con il ritornello più catchy e con la voglia di saltare che aumenta, abbiamo anche il primo vero assolo di Filippo.
Con “Mr. Murphy” non c'è più la voglia di saltare, ma proprio il bisogno. Il brano ti invita a muoverti con questa chitarra funky di sottofondo che è creata per essere suonata live.
Successivamente abbiamo “VENOM”, brano che avevo avuto la fortuna, come molti di voi, di sentire eseguita dal vivo in qualche video presente in rete. Finalmente posso approfondirla con questa versione studio, molto elaborata e ben strutturata. Qui esce la parte più reggae e i rallentamenti con i synth di Fabio e la voce di Benedetta sono da brividi. Nonostante ciò rimane una delle canzoni più ballabili e con più resa dal vivo di tutte: quest'ultimo si intende per far muovere la gente sotto il palco, ovviamente.
Lasciata alle spalle “Alone”, abbiamo “T.R.A.P.P.E.D” che mostra ancora una volta una prestazione eccellente da parte di Benedetta che sa essere dolce ma sa anche attaccare con un flow che farebbe invidia al miglior rapper là fuori. Finale da pelle d'oca, con un crescendo straziante e lacerante.
“I'm Giving Up” è la penultima traccia e i Nostri allentano leggermente la presa, con un brano più chilly ma non per questo meno valido rispetto agli altri.
L'ultima traccia, signori e signore, è “BLACK HOLE”, brano che già conoscevo come molti di voi perché presente anch'esso in un video online. È il brano più vecchio della band folignate e proprio per questo è stato completamente rivisitato, perché quello che scrissero all'inizio non fa più parte del mood attuale del trio. Questo brano è la prova inconfutabile, come se ancora ce ne fosse bisogno ma a quanto pare si viste le critiche recenti, che Benedetta non sa solo urlare! Benedetta sa emozionare, sa far sognare, i Melancholia in primis lo sanno fare.
Passando alle conclusioni, vi invito ad andare ad ascoltare subito “What Are You Afraid Of?”, perché la mia piccola recensione non basta per valorizzare a fondo le capacità ed il potenziale di questo primo esperimento della band. Nessuno in Italia al momento ha le doti per scrivere certe canzoni e la cosa ancora più convincente è il fatto che la resa live è identica a quella studio, come abbiamo potute vedere e sentire.
I Melancholia non puntano tutto su un prodotto registrato bene, che faccia tanti ascolti sulle varie piattaforme di streaming, ma al contrario sanno suonare benissimo le loro canzoni prima di tutto dal vivo e questa è una cosa fondamentale, al contrario di moltissimi artisti che spendono tutto per mixing e mastering pressoché perfetti ma poi live non mantengono tale livello causa un prodotto troppo finto creato in studio.
Loro vogliono suonare, loro hanno bisogno di suonare; purtroppo in un periodo come questo che stiamo vivendo, dove i concerti sono per forza di cose vietati da fare, loro soffrono, noi soffriamo. Ma prima o poi tutto questo finirà ed i Melancholia si prenderanno quello che si meritano, riempendo le piazze e suonando in tutto il mondo.
Voglio un loro concerto al più presto.
Grazie!!! Analisi dettagliata ed ineccepibile che condivido!!! W i Melancholia!!!
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